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Proverbi istriani di Flavio Forlani archiviato 
Grande successo di pubblico, mercoledì sera a Palazzo Gravisi, per la presentazione del libro “Proverbi istriani” di Flavio Forlani, edito dalla Comunità Autogestita Costiera della Nazionalità Italiana in coedizione con il Centro Italiano di cultura, promozione e sviluppo “Carlo Combi”.

Foto Jana BelcijanFoto Jana Belcijan

I proverbi, saggezza di un popolo, sono per l’autore anche fonte di orgoglio, “il ricco materiale che presento nel volume è la prova di quanto in nostri avi fossero saggi, sebbene meno studiosi ed intellettuali ci hanno tramandato significati che valgono ancor’oggi”. Dopo la fatica dell’impegnativo lavoro di ricerca resta quindi la soddisfazione di poter proporre alle persone questa traccia, che contribuirà a mantenere la nostra tradizione, avvicinandola anche ai giovani, i quali ne sono meno a conoscenza. Il volume è uno dei prodotti realizzati nell’ambito del progetto europeo “JezikLingua”, finanziato dal Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, il cui elemento portante è stato il plurilinguismo in zona transfrontaliera. “Abbiamo poi pensato anche al nostro dialetto, che è una ricchezza da tutelare” così Roberta Vincoletto, coordinatrice culturale del “Combi”, illustrando la base per lo sviluppo della pubblicazione dedicata alla parlata istroveneta, importante proprio perché va a recuperare parte del patrimonio popolare. La bozza dell’opera, completata nel 2011, è poi stata ampliata, trasformandosi nell’attuale versione bilingue, dove proverbi e spiegazioni sono riportati in vernacolo popolare, poi in lingua italiana ed anche tradotti in sloveno. “È stato quindi un impegnativo lavoro di equipe, per il quale, oltre all’autore, vanno ringraziati traduttori e correttori” aggiunge ancora Vincoletto. Si tratta di un volume corposo, di ben 380 pagine, i cui contenuti sono suddivisi per tematica: dai metodi di sostentamento d’un tempo all’influsso delle stagioni, senza dimenticare i Santi, il cibo, il tempo ed i nuclei famigliari. L’opera è stata ideata da Forlani partendo dai suoi ricordi di bambino, avendo mantenuto i detti, che in un certo modo amplificano il senso d’appartenenza al territorio e alla cultura, sempre vivi e legati ai nonni ed ai genitori. Il lavoro si è quindi protratto nel tempo, scavando nella memoria, ma anche con il contatto e il dialogo con la gente, intensificandosi poi in fase di realizzazione nell’ultimo biennio. La pubblicazione abbraccia proverbi del territorio da Capodistria a Pirano, proseguendo a Dignano, Gallesano, Rovigno, Parenzo e Umago, ed ha perciò richiesto la collaborazione di vari informatori, coi quali si è lavorato sui detti locali. “Ho inserito anche una comparazione tra i testi con origine comune, che però si presentano con varianti lessicali in base al territorio d’utilizzo” così ancora l’autore. Le differenze in questo caso vanno a ricercarsi nelle peculiarità geografiche, negli usi e nei costumi di un determinato popolo, ad esempio per quanto riguarda il cibo, nelle cittadine costiere si parla di un’alimentazione basata sul pesce, mentre in quelle dell’entroterra compaiono alimenti più forti e pesanti, con prevalenza di carne. Una serata in cui si è Foto Jana BelcijanFoto Jana Belcijanaffrontato il tema della letteratura popolare, come introdotto dalla prof.ssa Paola Delton, ricercatrice del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno. “Quando si parla di proverbi, si parla di cultura popolare e di passato. Nel nostro caso, trattandosi di detti legati strettamente al nostro territorio, vi si trova l’essenza dell’uomo istriano, con le sue origini, la sua storia e il suo modo di essere. Si può conoscere l’Istria anche attraverso i proverbi” ha osservato. La studiosa ha proposto un’ampia introduzione, in cui ha analizzato le caratteristiche del localismo, dell’atemporalità e dell’oralità, tipiche dei prodotti del mondo popolare (quindi valide pure per canti, balli ed usanze). “Il libro si colloca tra gli studi che considerano l’Istria come una vera e propria entità storica, geografica e culturale” ed ha quindi carattere regionale. Anche se i proverbi sono testimonianza di una civiltà che non c’è più, ha concluso Delton citando il linguista e dialettologo Manlio Cortelazzo, rimangono attuali e parte del lascito tramandato di generazione in generazione. “Forlani dedica il libro alla figlia Tilli, ed è questo ciò che inconsciamente hanno fatto tutti gli istriani, che nel corso dei secoli hanno trasmesso oralmente i proverbi, formando il carattere di un popolo di una regione”. La serata, in cui hanno proposto un loro pensiero anche Alberto Schierani, presidente della CAN costiera, Kristjan Knez, f.f. presidente del Centro “Combi” e Mario Steffè, presidente della Comunità degli Italiani “Santorio Santorio”, si è snodato attraverso parole e musica, grazie alle chicche musicali di Dario Marušič e Marino Kranjac, con le loro sempre eccellenti interpretazioni di pezzi popolari istriani. A conclusione, tutti i presenti hanno potuto ritirare una copia gratuita del libro, andato praticamente a ruba.Foto Jana BelcijanFoto Jana Belcijan

Jana Belcijan

Per gentile concessione del quotidiano “La Voce del Popolo