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Premio letterario Fenice-Europa 2017
Presentati mercoledì 17 maggio 2017 presso la sede dell’Info-Libro di Capodistria le tre opere vincitrici del premio letterario Fenice-Europa “Un Romanzo Italiano per il mondo”, giunto ormai alla ventesima edizione.

Premio letterario Fenice-Europa 2017Premio letterario Fenice-Europa 2017

Ora la parola passa alle giurie popolari che decreteranno il super-vincitore. Sono Salvatore Basile con Lo strano viaggio di un oggetto smarrito (Garzanti), Alessandro Perissinotto con Quello che l’acqua nasconde (Piemme) e Widad Tamimi con Le rose del vento (Mondadori). I tre romanzi sono stati consegnati a 410 lettori residenti in Italia e all’estero (Europa, America e Antartide). Il premio sarà consegnato alla cerimonia finale di Pescina (L’Aquila) il prossimo 2 settembre. Una delle giurie popolari è stata costituita anche a Capodistria e nel corso della breve cerimonia presso l’Info-Libro, che coordina l’iniziativa per la Slovenia, sono stati consegnati loro i libri che dovranno giudicare. Fra gli intervenuti anche i fondatori del premio Adriano Cioci e Rizia Guarnieri salutati per l’occasione dal Presidente della Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Capodistria, Fulvio Richter e dal presidente della Comunità degli Italiani “Santorio Santorio”, Mario Steffè, che hanno messo in evidenza la crescente importanza che questo premio ha assunto negli anni ma soprattutto il significato per la Comunità Nazionale Italiana che una delle giurie abbia sede proprio a Capodistria. Da rilevare inoltre che proprio Capodistria ha ospitato a Palazzo Gravisi-Buttorai la cerimonia di consegna del premio Fenice-Europa due anni fa.

A testimonianza dell’importanza che la Fondazione che amministra il premio attribuisce alla cooperazione con la nostra comunità nazionale, i fondatori del premio Adriano Cioci e Rizia Guarnieri, hanno proposto di donare le opere che si sono presentate al premio negli anni, circa 150-200 volumi, all’Info-Libro di Capodistria. Premio letterario Fenice-Europa 2017Premio letterario Fenice-Europa 2017L’offerta è stata ovviamente accettata con molta soddisfazione.

Salvatore Basile è nato a Napoli e vive a Roma, dove fa lo sceneggiatore e il regista. Ha scritto e ideato molte fiction di successo. Dal 2005 insegna scrittura per la fiction e il cinema presso l’Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica di Milano.

Lo strano viaggio di un oggetto smarrito. Il Piccolo Michele torna da scuola e quando apre la porta di casa, nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova la madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele. Con gli occhi pieni di tristezza, la donna chiede al figlio di poter tenere quel diario, lo ripone nella valigia e poi sale sul treno. Sono passati vent’anni e Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso la divisa di capostazione di suo padre, negli occhi una tristezza assoluta. Sua madre non è più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che ritrova ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano. Un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, Michele ritrova il suo diario, incastrato tra due sedili. Sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui. C’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità.

Alessandro Perissinotto è nato e vive a Torino, dove insegna Teorie e Tecniche delle Scritture all’Università del capoluogo piemontese. E’ autore di dodici Premio letterario Fenice-Europa 2017Premio letterario Fenice-Europa 2017romanzi, tradotti in numerosi paesi. Con Piemme ha pubblicato Semina il vento (2011), Le colpe dei padri (2013) e Coordinate d’Oriente (2014).

Quello che l’acqua nasconde. Edoardo è un genetista di fama mondiale. Dopo trentacinque anni trascorsi negli USA torna nella sua Torino e tutti lo accolgono come colui che ha il potere di cambiare il destino dei bambini malati. Tutti tranne il “vecchio”. Costui è un uomo venuto dal passato, da quegli anni di piombo che Edoardo credeva di aver dimenticato per sempre. Ma basta poco perché il dolore e i misteri imprigionati per decenni investano Edoardo, facendo vacillare anche la fiducia che sua moglie, Susan, ha sempre avuto in lui. Sarebbe bello poter liquidare il “vecchio” con una battuta, dire che è solo un mitomane. Ma Susan non ci casca: il vecchio ha lo sguardo di chi sa farsi ubbidire, lo sguardo di un Lagerkommandant, e Susan quel lager domestico, quell’orrore alle porte di casa dovrà esplorarlo mattone per mattone prima di scoprire chi è veramente suo marito.

Widad Tamimi (Milano nel 1981), figlia di un profugo palestinese fuggito dall’occupazione israeliana del 1967 e di una donna di origini ebree, la cui famiglia scappò a New York durante la Seconda guerra mondiale, è cresciuta in Italia. Attualmente vive a Lubiana. Nel 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo, Il caffè delle donne.

Le rose del vento. Tessendo la trama delle proprie origini, Widad Tamimi ci porta nel cuore tormentato del secolo appena trascorso. E racconta del padre, Khader, nato in Palestina nel 1948, proprio l’anno della fondazione dello Stato di Israele. La famiglia è povera, lavora la terra e Khader ha un sogno: diventare pediatra per aiutare i bambini del suo paese. Nel 1967 scoppia una seconda guerra e fuggono in Giordania.

Premio letterario Fenice-Europa 2017Premio letterario Fenice-Europa 2017Più indietro negli anni Carlo Weiss, il nonno materno, nasce a Trieste nel 1924, è ebreo e si sente fiero di essere italiano; la villa di famiglia è frequentata da scrittori, musicisti, psichiatri. Finché, nel 1938 la situazione per gli ebrei si fa insostenibile e Carlo e i suoi scappano prima a Losanna poi a Londra e infine negli Stati Uniti. Carlo rientra in Italia nel 1947, pochi mesi prima che la famiglia di Khader sia costretta a fuggire da Gerusalemme. Incontra una donna, se ne innamora, nascono due figlie. Anche Khader raggiunge l’Italia, per studiare Medicina. Conosce la figlia maggiore di Carlo, bella e ribelle. Tra i due nasce un amore fortissimo. La prima delle loro figlie raccoglie la complessa eredità di uomini e donne sradicati dalla propria terra, sospinti dal vento della Storia.

410 giudici popolari sono impegnati nella lettura della terna vincitrice; le loro schede decreteranno il “Supervincitore”.

I giurati sono dislocati non soltanto in Umbria ma anche in altre regioni italiane. Tra i lettori è presente un folto gruppo di ragazzi di San Patrignano (Rimini).

I lettori all’estero sono italiani (perlopiù coordinati dall’Arulef) e stranieri, residenti in Belgio, Bielorussia, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Principato di Monaco, Slovenia, Svizzera, USA (Florida) e Venezuela. Il gruppo più lontano (geograficamente) è quello della base Concordia, in Antartide, costituita da scienziati italiani e francesi del Programma Nazionale Ricerche in Antartide.

La manifestazione 2017 è sostenuta dal Comune di Pescina (L’Aquila).

Il Fenice Europa è nato come piccola tessera nel grande mosaico d'unione tra la cultura italiana e quella del resto del continente. All'interno di questo progetto una larga parte degli sforzi e delle aspettative sono indirizzati verso il tentativo di diffondere il romanzo italiano in Europa, anche attraverso la partecipazione delle comunità italiane che vivono e operano all'estero. L'obiettivo è duplice: avvicinare gli scrittori alla lingua italiana e diffondere i romanzi selezionati anche presso i nostri connazionali.

Un'idea, quella del Fenice Europa, che percorre una strada totalmente nuova e pone il concorso in una luce diversa rispetto alle tradizionali manifestazioni del Premio letterario Fenice-Europa 2017Premio letterario Fenice-Europa 2017settore.

D'altra parte, istituire un premio letterario ricalcando altri cliché avrebbe sommato un altro numero agli oltre duemila concorsi esistenti, impegnando ulteriori risorse pubbliche e private, disperdendo energie diversamente collocabili e vanificando le originalità.

La partecipazione è aperta agli autori europei con un romanzo scritto in italia­no e non tradotto; la commissione tecnica seleziona tre volumi lasciando ai giudici popolari il compito di indicare il vincitore.

La presenza degli italiani residenti all'estero, quali lettori, è un importante segnale verso i nostri connazionali e, soprattutto, un necessario elemento per mantenere e rilanciare la nostra lingua.

Accade spesso, infatti, che le nostre comunità vivano la propria socialità in maniera distaccata e del tutto autonoma rispetto alla madrepatria, con grave danno nei confronti della lingua e con una totale assenza di quei riferimenti culturali, e in particolare letterari, che animano il nostro Paese.

Il Premio Fenice Europa, allo scopo di far conoscere le attrattive dei luoghi sede della manifestazione finale, è itinerante. Ogni anno viene scelta una sede diversa per la manifestazione finale.

L'unico compenso agli sforzi condotti dagli organizzatori, un esiguo gruppo di volontari riuniti sotto l’Associazione Culturale "Bastia Umbra: Città d'Europa", è la speranza che attraverso la lettura e la riflessione si possa ridare dignità al futuro dell'uomo.