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Quarto Numero
INforma
Quarto Numero

Anno
Dicembre 2017
 

Numero 41
La Città
Numero 41

Anno 20
Gennaio 2016
 

Joseph Lavallée - VIAGGIO PITTORESCO E STORICO NELL’ISTRIA E NELLA DALMAZIA archiviato 
 Redatto secondo l’itinerario di Louis-François Cassas (Firmin Didot, Parigi, 1802)

 

 VIAGGIO PITTORESCO E STORICO NELL’ISTRIA E NELLA DALMAZIAVIAGGIO PITTORESCO E STORICO NELL’ISTRIA E NELLA DALMAZIAPresentazione della traduzione in lingua italiana di Leo Lazzarotto

(Libreria editrice internazionale Italo Svevo, Trieste, 2017)

 

Giovedì, 1° febbraio 2018 alle ore 18.00

Sede della Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” di Pirano

Casa Tartini, Via Kajuh 12, Pirano

 Interventi:

Kristjan Knez (Società di studi storici e geografici, Pirano)

Antonio Trampus (Università di Venezia)

Sergio Zorzon (Libreria editrice internazionale Italo Svevo, Trieste)

Il prezioso volume del Voyage pittoresque  et historique de l’Istrie et de la Dalmatie, mai uscito prima d’oggi nella traduzione in lingua italiana, costituisce uno straordinario strumento per la conoscenza delle storia e del patrimonio artistico e archeologico delle terre dell’Adriatico orientale. La pubblicazione, con le superbe tavole inserite nel volume, si inserisce nel solco della tradizione illuminista di recupero dell’antico, esaltato nei canoni del Neoclassicismo europeo. A oltre duecento anni dalla prima edizione, il “Viaggio” continua a destare meraviglia e interesse per la descrizione storico-geografica dei territori redatta da Joseph Lavallée e per le splendide incisioni affidate sui disegni di Cassas ad alcuni dei più rinomati incisori francesi di fine Settecento. 

 

Ma che viaggio pittoresco in Istria e Dalmazia nel 1802

La Libreria Svevo pubblica la prima edizione italiana del classico di Lavallée

 di PIETRO SPIRITO

VIAGGIO PITTORESCO E STORICO NELL’ISTRIA E NELLA DALMAZIAVIAGGIO PITTORESCO E STORICO NELL’ISTRIA E NELLA DALMAZIA

«L’Istria e la Dalmazia, delle quali ci accingiamo a percorrere la storia prima di entrare in alcuni particolari sui popoli che le abitano oggi, meritavano segnalata attenzione da parte degli amici delle arti, e del filosofo; e forse hanno a lagnarsi di quella specie di oblio in cui sono state lasciate fino al presente». Inizia così la prima parte del “Viaggio pittoresco e storico nell’Istria e nella Dalmazia”, poderoso volume firmato da Joseph Lavallée, e redatto secondo l’itinerario compiuto e disegnato da Louis-François Cassas (1756-1827), scultore, architetto, pittore paesaggista, archeologo e antiquario vissuto ai tempi di Napoleone e oggi considerato uno dei grandi interpreti della transizione dal Neoclassicismo al Romanticismo. Il libro, titolo originale “Voyage pittoresque et historique de l’Istrie et de la Dalmatie”, pubblicato per la prima volta nel 1802 da Firmin Didot, dopo una lunghissima gestazione durata due decenni, con la sottoscrizione dello stesso Napoleone e di altre teste coronate come il re d’Inghilterra, «proseguiva la tradizione illuminista di recupero dell’antico come modello di perfezione e di virtù politica, esaltato nei canoni del Neoclassicismo europeo e da un artista amico dei Bonaparte come Antonio Canova». Lo scrive Antonio Trampus, ordinario di Storia moderna all’Università Ca’ Foscari di Venezia, nell’introduzione alla prima edizione italiana dell’opera di Lavallée -Cassas, che vede ora la stampa grazie alla Libreria Editrice Internazionale Italo Svevo, in un lussuoso volume di grande formato appunto intitolato “Viaggio pittoresco e storico nell’Istria e nella Dalmazia”, tirato in trecento copie.

Più che una pubblicazione è un evento: il libro, appetito da musei e biblioteche di mezza Europa, vide una sola, splendida ristampa anastatica, e quindi in lingua originale, nel 1974 a cura di Carlo Cerne, proprietario della Libreria antiquaria Umberto Saba. Allora Sergio Zorzon, responsabile della Libreria Internazionale Italo Svevo, aveva già pronta la traduzione italiana del testo a cura di Leo Lazzarotto, che però non diede alle stampe proprio per la concomitante edizione anastatica. E solo adesso, e a oltre duecento anni dalla prima edizione, il “Viaggio” di Lavallée e Cassas esce in traduzione italiana. Ed è l’occasione per godere di un libro che da solo è un’opera d’arte, ricca di incisioni affidate sui disegni di Cassas a un manipolo dei più rinomati incisori francesi di fine Settecento, da Maillet a Baville, da Duparc a Charpentier. Il volume si apre con un raffinato frontespizio che raccoglie vari frammenti lapidei, immagine di una specie di summa archeologica in cui si notano lapidi triestine e varie rovine fra cui il tempio di Esculapio di Spalato. È un invito al lettore a mettersi sulle tracce della classicità a Trieste e poi giù lungo la costa orientale dell’Adriatico, fino ai confini della Bojaa, che divide la Dalmazia da. ll’Albania. Delle 63 incisioni in rame a piena pagina (più nove lunghe incisioni più volte ripiegate), veri e propri classici dell’iconografia di queste terre, cinque sono dedicate a Trieste. Molte svelano le bellezze di Pola con le sue antichità romane, i templi, l’anfiteatro, l’Arco di Trionfo, il palazzo del Podestà, e non mancano le visioni dei castelli di Luegg (Predjiama), quello di Noviscoglio, sulla valle dove scorre il Reka (Timavo). E poi l’abitato di San Canziano acquattato sulle voragini, il fiume Cettina, la fortezza medioevale di Clissa. Ancora, Spalato e le sue meraviglie con il Lazzaretto e il Palazzo di Diocleziano, descritte con ampi dettagli, tra cui una sfinge che l’imperatore aveva portato dall’Egitto o da Roma per abbellire la dimora. E poi paesaggi e antiche rovine da Sebenico, Traù, Capodistria, Lissa.

VIAGGIO PITTORESCO E STORICO NELL’ISTRIA E NELLA DALMAZIAVIAGGIO PITTORESCO E STORICO NELL’ISTRIA E NELLA DALMAZIAInsomma un mondo intero che Cassas aveva disegnato durante un viaggio compiuto nel 1782, su invito di committenti rimasti sconosciuti (ma probabilmente, nota Trampus, si trattava degli appartenenti alla loggia massonica triestina organizzata dal commerciante francese Baraux), tranne che per Pietro Antonio Pittoni, «un amante delle belle lettere e direttore di polizia a Trieste». Fu lui ad accompagnare Cassas in giro per Trieste, da dove poi il pittore si spostò in Istria e Dalmazia. Già nel viaggio di andata, ricorda Trampus nel saggio introduttivo, provenendo via mare Cassas «aveva visto le coste della Dalmazia e dell’Istria e si era fermato a Pola e Rovigno prendendo il rilievo dell’arena e dei monumenti romani. A Trieste ritrasse i costumi tipici e in cinque tavole diversi scorci della città e del porto». Di queste tavole tre originali si trovano oggi ai Civici Musei di Storia ed Arte. In quanto all’autore dei testi, Jospeh Lavallée, era un ufficiale e gentiluomo, letterato dotato di un’istruzione ricca e multiforme che organizzò il testo in due parti: nella

prima c’è la descrizione storico-geografica dei territori, con ampio spazio agli Uscocchi, ai Morlacchi, e ai costumi dei triestini, degli istriani e dei dalmati. Nella seconda parte l’autore si rifà direttamente al diario di viaggio di Cassas, poi andato perduto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA (Il Piccolo)