Mobilitazione della CAN per salvare Palazzo De Belli
La lunga scia di polemiche seguita alla notizia di una possibile vendita di Palazzo De Belli, uno dei gioielli architettonici, purtroppo attualmente in rovina, della Capodistria veneta sembra giunta ad un epilogo che tutti si augurano positivo.
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Palazzo De BelliPalazzo De BelliLa Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Capodistria ha proposto infatti al sindaco Aleš Bržan di identificare un modo per assegnare il Palazzo in questione alla CAN stessa in modo da salvaguardarlo e recuperarlo per attribuirgli quindi dei contenuti consoni alla sua ricca storia. Palazzo De Belli è ubicato circa a metà dell'antica via Eugenia, oggi via Cankar, e risale alla seconda metà del sedicesimo secolo ed è stato edificato in stile primo barocco.

Per lunghi nel dopoguerra è stato abitato da numerose famiglie che col tempo si sono trasferite lasciando l'antica dimora al suo destino. Disabitato da molti anni attualmente ospita al piano terra l'officina ed il deposito per le scene del Teatro di Capodistria.

Palazzo De BelliPalazzo De BelliLa CAN, tanto per citare alcune delle idee possibili, ritiene che il restauro del palazzo  potrebbe includere la realizzazione di progetti importanti e mirati, quali ad esempio un museo – archivio e  un centro studi per il recupero del patrimonio storico, culturale e architettonico del nostro territorio e una scuola di restauro dell’arte veneta. Con una stretta collaborazione fra la CAN di Capodistria e il Comune Città di Capodistria, sarebbe possibile avviare delle interlocuzioni con le Regioni contermini del Friuli Venezia Giulia e del Veneto (le due Regioni prevedono già dei fondi per la ristrutturazione di edifici storici in Istria) e accedere inoltre ai fondi europei.

La dichiarata disponibilità del Comune Città di Capodistria sembra quindi rendere meno incerto il futuro di Palazzo De Belli a Capodistria.