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Oreste Dequel - Un artista ritrovato
Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” Capodistria Associazione artisti arti visive Insula, Isola Gallerie Costiere di Pirano in collaborazione con Galleria d’Arte Rettori Tribbio, Trieste Museo regionale di Capodistria Comunità autogestita della nazionalità italiana di Isola

Amanti, 1979?, travertino, 61 x 35 x 22 cm Amanti, 1979?, travertino, 61 x 35 x 22 cm

Hanno il piacere di invitare tutti gli interessati all’inaugurazione della mostra

Oreste Dequel (1923-1985)
Un artista ritrovato

che si terrà

venerdì, 18 settembre 2020, alle ore 19.00

Palazzo Gravisi Buttorai, Via F. d. L. 10, Capodistria

In caso di maltempo l’inaugurazione avrà luogo presso la Galleria Loggia, Piazza Tito 1, Capodistria.

 

La mostra è visitabile nei seguenti spazi espositivi:

Palazzo Gravisi-Buttorai - Capodistria

Galleria Loggia di Capodistria - Gallerie Costiere di Pirano

Galleria museale - Museo regionale di Capodistria

Galleria Insula - Isola

Palazzo Manzioli - Isola

Dequel mentre modella il busto di Vergerio il giovaneDequel mentre modella il busto di Vergerio il giovaneIl giorno dell’inaugurazione gli spazi espositivi saranno visitabili dalle 18.00 alle 20.00

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 25 ottobre 2020

Gli orari della mostra sono consultabili sui siti web delle rispettive gallerie

 

Oreste Dequel nacque a Capodistria il 17 agosto del 1923. Iniziò a interessarsi al disegno in giovane età, dimostrando un talento precoce, come si può intuire dal premio conseguito con l’opera “Orchestra Jazz” al concorso di arti figurative svoltosi nel 1937 a Trieste. Durante la seconda guerra mondiale aderì al movimento partigiano, partecipando alla lotta popolare di liberazione nelle file della brigata Garibaldi. Alla conclusione del conflitto (1946/47-1951) potè fruire di una borsa studi che gli consentì di frequentare gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Lubiana, seguendo il tirocinio accademico presso il prof. Frančišek Smerdu. Assieme a Jože Pohlen, amico e studente dello stesso corso, contribuì alla realizzazione della monumentale statua di Smerdu raffigurante il poeta sloveno France Prešeren, collocata a Kranj nel 1952. Conclusi gli studi accademici nel 1951, ritornò nella natia Capodistria, dove realizzò una serie di sculture in bronzo (Cankar, Prešeren, Verdi, Dante…) per diversi enti culturali locali (teatro, biblioteca…), le quali purtroppo non si sono conservate. Nel 1953 gli fu affidata l’importante commissione pubblica per la realizzazione del busto del vescovo capodistriano Pier Paolo Vergerio il Giovane, che ancora oggi adorna l’omonima piazza cittadina. Al contempo le autorità dell’epoca gli affidarono l’incarico per l’esecuzione della grande statua del “Marinaio caduto” (in seguito ridenominata “Solidarietà”), che dopo diverse peripezie trovò soltanto negli anni Novanta una sua collocazione nel parco antistante il cimitero isolano.

Nel 1956 Oreste Dequel si trasferì in Italia, fermandosi dapprima a Trieste, per poi prendere dimora definitiva a Roma. Nel periodo triestino Dequel realizzò una serie di sculture di piccolo formato, presentate nel 1959 alla prima personale presso la Galleria Comunale di Trieste. Nello stesso anno si trasferì a Roma, dove ebbe modo di intrattenere contatti con diversi artisti, intellettuali e mecenati che influirono sulla sua opera e percorso di vita. A Roma prese forma la maggior parte delle opere che costituiscono il suo consistente lascito artistico. Nel 1964 partecipò alla mostra dedicata all’arte contemporanea italiana, allestita presso la World House di New York. Tra il 1960 e il 1984 ricevette diverse commissioni pubbliche, con importanti realizzazioni scultoree collocate principalmente in Italia.

Uomo colto e curioso del mondo, continuò a viaggiare per tutta la vita, lavorando a turno in vari paesi, specie negli Stati Uniti. Qui insegnò al Contemporary Art Workshop di Chicago (1969) e dal 1973 tenne la cattedra di Belle Arti all’Università di Iowa City. Le sue mostre sono state per gran parte all’estero: da New York a Londra, da Sidney a Zurigo. Per due anni (1979-1980) tenne anche la cattedra all’Accademia Internazionale di Salisburgo. Nonostante la dimensione internazionale, la sua dimora a Trastevere fu “il luogo prediletto dell’eterno ritorno”. Le spoglie di Oreste Dequel, spentosi prematuramente il 24 marzo 1985, hanno trovato sepoltura a Trieste, prima città italiana della sua lunga peregrinazione dopo l’abbandono della natia Capodistria.