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Pow... bang... gulp! Missione avventura: il fantastico mondo dei fumetti di Nerbini archiviato 
Con la mostra "Pow... bang... gulp! Missione avventura: il fantastico mondo dei fumetti di Nerbini", la Comunità degli Italiani ha reso omaggio all'arte del fumetto e nello specifico il ruolo della Casa editrice fiorentina, che tanto ha contribuito alla sua espansione in Italia.

Missione avventura: il fantastico mondo dei fumetti di NerbiniMissione avventura: il fantastico mondo dei fumetti di Nerbini

Edizioni Nerbini è una delle più antiche case editrici di Firenze, nata nel 1897, e fondata da Giuseppe Nerbini, che iniziò come edicolante negli anni ottanta dell’Ottocento.

Il primo opuscolo stampato da Nerbini risale al 1897 ed era intitolato La redenzione della donna nel socialismo.  

La vernice è stata preceduta, sabato sera, dalla conferenza sullo stesso tema, cui hanno partecipato Costantino Nerbini, pronipote di Giuseppe, fondatore della celebre Casa editrice, affiancato dalla consorte Camilla, nonché Dario Fontana, curatore della mostra, che rimarrà visibile a Palazzo Gravisi Buttorai sino all'8 maggio. Durante l'incontro, introdotto dai saluti di Fulvio Richter, presidente della CAN di Capodistria, è stato rilevato che Giuseppe, iniziando come giornalaio, fu affascinato dai film d'animazione visti al cinema e ispirato a crearne delle strisce su carta. Il suo Topolino, con il carattere della Disney iniziò a uscire nel 1932. Come rilevato da Fontana, Nerbini fu un innovatore, coraggioso e moderno, che introdusse la nuvoletta nelle tavole dei fumetti che inizialmente furono degli ibridi tra didascalia e nuvoletta. Si trattò di modifiche non bene accette, visto che seguirono varie intimidazioni del Ministero per la cultura, che lo invitavano a diminuire la pubblicazione dei Casa NerbiniCasa Nerbinipersonaggi americani e a non proporre quello stile di pubblicazione. La Casa editrice che subì una censura sempre più forte anche in relazione al crescente potere del regime fascista. Dopo la morte di Giuseppe Nerbini fu il figlio Mario a ereditare l'attività della Casa editrice anche se, come è stato rilevato nel corso della serata, rimangono pochi documenti e dati certi, a causa di un incendio scoppiato negli archivi e anche in seguito all'alluvione di Firenze del 1966. Oltre ai fumetti, attraverso i quali venne data predilezione all'avventura rispetto al comico, venne pubblicata la rivista "420" (dal 1914 al 1944), cui collaborò anche Federico Fellini prima di diventare regista, nella quale oltre alla veste grafica tutti i contenuti sono stati definiti dissacranti ed espliciti per il periodo. Uscì pure una collana di libri gialli, ispirandosi alla "Mondadori", nonché la rivista mensile illustrata "Fiammetta", "spinta" e ammiccante per l'epoca. Dodici numeri della pubblicazione, quindi l'intera annata del 1926, sono esposti presso il "Salotto del libro" fino alla fine del mese di maggio.

L’evento è stato organizzato dalla Comunità degli Italiani "Santorio Santorio", da quella di Crevatini e dall'"Info-Libro" con il sostegno della Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Capodistria.