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IV Settimana della Cucina Italiana nel Mondo
IV Settimana della Cucina Italiana nel Mondo “Educazione Alimentare: Cultura del gusto” Venerdì 13 dicembre, nell'ambito del programma di iniziative che riprendono il tema “Educazione Alimentare: Cultura del gusto”, già al centro della IV Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, il Consolato Generale d'Italia a Capodistria, in collaborazione con la Comunità degli Italiani “ Santorio Santorio ”   di Capodistria e l'Associazione Cuochi Trieste presentano un evento dedicato alla buona cucina, alla formazione e all'arte.

 

IV Settimana della Cucina Italiana nel MondoIV Settimana della Cucina Italiana nel MondoL'iniziativa rispecchia i punti dettati dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale unendo cibo e arte, con grandissima attenzione all'educazione alimentare, coinvolgendo gli istituti scolastici professionali del territorio con corsi di cucina e associazioni di categoria, al fine di avviare una collaborazione frontaliera in un settore nel quale l'Italia vanta prodotti d'eccellenza e conoscenze di altissimo profilo. A sottolineare l'importanza della formazione dei giovani che si avvicinano alle professioni enogastronomiche, durante la serata si potranno gustare specialità preparate e servite dagli allievi dell'Associazione Cuochi Trieste e gli studenti della Scuola Media di Isola, in uno spirito di collaborazione che si rinnova e che continua dopo il successo dell'evento dello scorso anno in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel mondo 2018.

Si comincia alle 18.00 con i saluti del Console Generale d'Italia a Capodistria Giuseppe D'Agosto e con la firma di un'accordo di intesa tra l'Associazione Cuochi Trieste, la Scuola media di Isola e la Scuola media Pietro Coppo di Isola per avviare progetti di collaborazione, formazione e inserimento professionale degli studenti, accordo voluto e patrocinato dal Consolato Generale d'Italia a Capodistria.
Seguirà un intervento del Presidente dell'Associazione Cuochi Trieste, Luca Gioiello, sul tema “Cucinare bene, sprecare meno”, centrato sulla problematica attuale dello spreco alimentare e sulle possibili soluzioni, basate soprattutto su una buona educazione alla cucina di recupero.

Alle 19.00 verrà inaugurata, nella stessa sede, la mostra fotografica “Ambrosia” (collettiva dei fotografi Guido Cecere, Maurizio Melozzi, Vera Mercer, Roberto Pastrovicchio, Fabio Rinaldi e Donatella Tandelli), ideata da PHOTO-IMAGO - Centro per l’Archiviazione e la Divulgazione dell’Immagine Fotografica e curata da Fabio Rinaldi.

I fotografi:

Guido Cecere (Pordenone): docente presso ISIA Industrial Design di Pordenone e già in precedenza professore di fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, fa parte del comitato scientifico del museo Alinari di Firenze e promuove attività culturali legate alla fotografia delle quali cura anche l’aspetto critico. A livello personale ha pubblicato quindici libri e oltre sessanta calendari, realizzando inoltre oltre trenta mostre personali e partecipando a svariate mostre collettive in Italia e all’estero, senza contare i numerosissimi eventi e mostre dedicate alla fotografia, curate da lui stesso. Le sue realizzazioni editoriali sono state premiate a livello europeo; nel 1994 ha infatti vinto il premio per il miglior calendario fotografico europeo alla Fiera del Libro di Francoforte e nel 2006 la città di Pordenone gli ha assegnato il Premio San Marco per l’attività culturale svolta.

 Maurizio Melozzi (Trieste) [intervista a Maurizio Melozzi da centoParole]: fotografo specializzato nella ritrattistica, è attivo nel campo della moda e ha lavorato per importanti campagne pubblicitarie nazionali ed internazionali firmando considerevoli reportage di eventi sociali del Jet set della moda. Da un punto di vista stilistico l’autore predilige il bianco e nero, con forti contrasti, che utilizza come strumento di comunicazione dell’essenziale attraverso le immagini.

Nel gennaio 2004 ha inaugurato una sua mostra personale dal titolo “The Habana People”, sponsorizzata dalla Fondazione Emergency come contributo al popolo Tsounamy. Le sue immagini e le sue campagne sono inoltre apparse su numerose ed importanti riviste tra le quali “Marie Claire”, “Vogue” (Russia), “Elle”, “Harper Bazaar”, “Glamour” e molte altre.

Mostra fotografica "Ambrosia"Mostra fotografica "Ambrosia" Vera Mercer (Omaha – Nebraska USA): dopo il matrimonio con Daniel Spoerri, poliedrico artista svizzero nonché creatore della “Eat Art”, aderisce negli anni Sessanta alle avanguardie artistiche, sviluppando nel contesto del “Les Halles”, il vecchio mercato coperto di Parigi, l’interesse per un tema diventato molto caro all’autrice: il prodotto alimentare animale o vegetale, carne e pesce, frutta e verdura, in vendita sopra le bancarelle e posizionato in bella mostra alla maniera delle nature morte seicentesche di artisti del calibro di Caravaggio o dei fiamminghi. Sempre a Parigi l’artista ha saputo cogliere l’espressione migliore di alcuni importanti personaggi dell’ambiente parigino, da Marcel Duchamp, a Robert Filliou, Niki de Saint-Phalle, Beckett, Ionesco, Jean Tinguely oltre allo stesso Spoerri.

Fabio Rinaldi (Trieste): fotografo specializzato nella tecnica del ritratto, è attivo anche nel settore della diffusione della fotografia a cui ha contribuito tramite l’organizzazione di centinaia di eventi espositivi, di cui ha curato spesso anche l’aspetto critico, realizzando inoltre oltre settanta mostre personali. In merito alla mostra “Ambrosia” l’autore commenta così il lavoro da lui svolto: “Nutrirsi di quel che si produce è un grande privilegio. Mi ritengo fortunato a possedere un orto e quel che sto imparando nella mia veste da contadino è che la terra merita rispetto; i suoi prodotti, se coltivati in modo naturale, non sono più dei semplici ortaggi, ma una vera e propria medicina preventiva. Vestendo nuovamente i panni del fotografo voglio rendere loro omaggio esaltandone la semplice bellezza.”

Donatella Tandelli (Genova): artista poliedrica si è cimentata in diversi generi, partecipando soprattutto nei primi anni della sua carriera fotografica a numerosi concorsi e conseguendo importanti riconoscuimenti. Nel 1997 segue un corso di fotografia al “Circolo Fotografico Triestino”, per collaborare in seguitocome fotografa dal 1999 al 2006 presso il laboratorio e studio fotografico “Foto Attualità Panzini” di Trieste. Si trasferisce poi in Liguria dove continua saltuariamente a svolgere alcune collaborazioni. Socia del “Circolo Fotografico Fincantieri” di Trieste, ha esposto e continua ad esporre in diverse collettive, proponendo inoltre anche alcune mostre personali.

Il suo lavoro dal titolo “Arte cul-in-aria”, come si evince dal titolo stesso, intende proporre attraverso la tecnica del light painting, una visione ironica del cibo che si manifesta tramite associazioni psicologico-visive evocate da certi alimenti.

 Roberto Pastrovicchio (Trieste) [intervista a Roberto Pastrovicchio, da centoParole]: vive e lavora a Trieste, dove è nato nel 1975 e dove è attivo come fotografo pubblicitario e specialista nel campo dello “still life”. Il suo stile, essenziale e minimalista è alla continua ricerca di quello che lui stesso definisce come “silenzio estetico”. Dopo un percorso nel disegno e nella pittura sotto la guida del professore Giorgio Cisco, riconosce nella fotografia il suo mezzo privilegiato di espressione.

Roberto Pastrovicchio inizia quindi a lavorare come fotografo di scena per importanti teatri regionali, collaborando con “Visual Art”, tuttavia in breve tempo la curiosità e la spinta verso la sperimentazione lo porteranno a ricercare nuove strade per esprimere la sua creatività e a specializzarsi nella fotografia pubblicitaria, di still life e di paesaggio, iniziando a lavorare in autonomia nel 2005. La passione per il settore pubblicitario nasce da un vero e proprio interesse nel campo e dal fatto che questo tipo di attività prevede un continuo cambiamento del soggetto fotografico e moltissime tipologie di lavori fotografici assieme.
La manifestazione sarà visitabile sino a sabato 18 gennaio 2020, da lunedì a sabato, dalle ore 10.00 alle ore 16.00, con ingresso libero.

Chiuderà la serata una degustazione di prodotti di qualità della tradizione culinaria italiana e locale con presentazione delle varie preparazioni.