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L’anno dell’aurora 1991

Operina in atto unico

Sala eventi e crimonie S. Francesco d’Assisi

Capodistria, 7.9.2023 alle ore 19.00

Giovedì, 7 settembre alle ore 19.00 l’Orchestra classico-popolare SPAM (Suoni di Pietra dell’Appennino e del Mediterraneo) eseguirà presso la Sala eventi e cerimonie S. Francesco d’Assisi di Capodistria l’operina in atto unico “L’anno dell’aurora 1991”.

L’evento chiude il progetto SPAM (Suoni di pietra Appennino e Mediterraneo), promosso in veste di capofila del progetto dal Comune di Grumento Nova, con il finanziamento della Regione Basilicata (avviso pubblico Fesr 2014/2020) e la gestione da parte della Fondazione Appennino. Partner del progetto sono la Scuola di musica di Capodistria e l’Università delle Arti di Tirana, rappresentate rispettivamente da Tatjana Jercog e Pjeter Guralumi.

La rappresentazione di quest’operina segna l’inizio della stagione concertistica autunnale dell’Associazione amici della musica di Capodistria. L’evento si svolge in collaborazione con la Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” e l’Unione delle Associazioni culturali di Capodistria, con il sostegno del Comune città di Capodistria.

L’operina, frutto di un partenariato internazionale, è frutto del sodalizio artistico di 3 compositori: Enzo Di Stefano (Italia), Federica Lo Pinto (Slovenia/Italia) ed Erli Lila (Albania).

I ruoli principali sono stati affidati a 6 giovani cantanti: Claudia Cuomo, nel ruolo di Anna (volontaria della Croce Rossa Italiana), Mario Falvella, nel ruolo di Leonardo (vecchio pescatore), Adriana Sansonne, nel ruolo di Gonxe (giovane ragazza albanese), Fernando Suglia, nel ruolo di Sokol (giovane ragazzo albanese). A rappresentare la Slovenia Nejka Čuk, nel ruolo di Alenka Ermenc (capo delle forze militari slovene) e Mateja Petelin Zobin, nel ruolo di Katja Ermenc (sorella di Alenka). L’orchestra composta da musicisti delle tre nazioni coinvolte, basata soprattutto sugli archi ma anche sugli strumenti della tradizione popolare, sarà diretta dal M. Massimiliano Piccioli. La scenografia e gli inserti multimediali sono a cura di Angela Freno e Vincenzo Izzi. La direzione artistica del intero progetto è stata affidata a Giovanna D’Amato con il  coordinamento generale di Piero Lacorazza.

Il contenuto dell’opera descrive gli eventi accaduti nel 1991, quando molti albanesi si rifugiarono in Italia e quando la Slovenia divenne uno stato indipendente. Le migrazioni di massa, la lotta per la propria libertà, l’accettazione della diversità, la compassione, l’amore per la propria terra e verso la natura in generale, sono al centro dell’opera musicale. Il proposito è anche quello di lanciare un messaggio e impartire una lezione di vita, indicando i nostri obblighi verso il prossimo e verso l’ambiente, che possiamo apprendere attraverso la musica. Albania, Sud Italia e Slovenia sono collegate dal Mediterraneo, un mare che unisce e separa allo stesso tempo, un mare di speranza e disperazione per tanti che scelgono di fuggire dalla propria terra. Un intreccio senza tempo di storie ed emozioni che uniscono passato e presente, alimentando nuove speranze per il futuro.

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