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martedì, 23 Aprile, 2024
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Il Deputato Felice Žiža a Palazzo Gravisi-Buttorai

In ambito alla serie d’incontri a cadenza regolare coi connazionali sul territorio, il Deputato Felice Žiža ha fatto tappa a Palazzo Gravisi-Buttorai per una consultazione, mirata a illustrare alcuni dei principali progetti a cui sta lavorando. Come ha evidenziato, molto impegno viene profuso nel settore scolastico. Recente l’integrazione alla legge sulle scuole elementari, per la quale l’esame di lingua italiana nelle scuole slovene sarà obbligatorio al termine della nona classe. La prova verrà inserita a discrezione del dicastero competente con cadenza triennale. Per quanto riguarda la scuola della CNI, vengono portate avanti riunioni regolari coi sette presidi degli istituti minoritari (dagli asili alle medie), con presenti, oltre allo stesso Žiža, anche i consulenti pedagogici per la CNI e i rappresentanti della CAN Costiera. Importante anche il capitolo dell’edilizia scolastica, col progetto maggiore che è già in corso e riguarda la ristrutturazione al Collegio dei Nobili. Lavori questi, per la cui conclusione è previsto un piccolo slittamento dovuto agli stop per gli scavi archeologici. Sul tavolo vi sono inoltre i progetti per l’elementare e l’asilo di Crevatini e per l’asilo di Santa Lucia.

Žiža ha anche rimarcato l’attività legata allo sviluppo della base economica per la CNI, i cui primi fondi sono stati stanziati nel 2017, e che dagli iniziali 300.000 euro, grazie a un nuovo accordo, sono saliti a 500.000.

Trattata pure la delicata situazione di TV e Radio Capodistria, toccate di recente da altri tagli. Una situazione, secondo il Deputato, che quasi sicuramente si risolverà con la collaborazione dell’Ufficio per le Nazionalità e del Ministro per gli sloveni all’estero, Matej Arčon (nuovo interlocutore della CNI col Governo).

Per la CAN di Capodistria era presente il vicepresidente Damiano Fischer che ha ribadito, a titolo personale e istituzionale, la volontà di distanziarsi dai toni polemici, invitando alla riflessione sugli effetti che le polemiche fini a sé stesse producono tra i connazionali, in particolare nella fascia d’età tra i 30 e i 50 anni. Connazionali questi che, a detta di Fischer, evitano in larga parte di partecipare alla vita sociale e politica della CNI proprio a causa del clima di scontro promosso in alcuni contesti, soprattutto sui social.

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